Il fascino delle piazze abruzzesi

Luciano D'AlfonsoPubblichiamo l’intervento del dottor Luciano D’Alfonso, presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, sul ruolo sociale della piazza, con graditi riferimenti al territorio abruzzese (da piazza del Duomo all’Aquila a piazza dei Martiri della Libertà a Teramo, da piazza Salotto a Pescara a piazza San Giustino a Chieti).

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La piazza è luogo di riunioni, di spettacoli, di cerimonie, di processioni, nonché il luogo privilegiato dello scambio e dell’attività commerciale, del contatto della comunità con il mondo esterno. L’Abruzzo ha tante piazze. Luoghi carichi di significati e di storie: sono i monumenti della memoria.

Tra Pescara e L’Aquila, le piazze sono diventate autentiche icone, spazi che hanno costruito la storia della nostra regione. Il Risorgimento o i moti per la difesa del capoluogo, ogni piazza ha la sua straordinaria vocazione che abbraccia soluzioni urbanistiche e architettoniche diverse e uniche.

All’Aquila abbiamo l’antica Piazza del Duomo (o del Mercato), divenuta per un destino infausto il simbolo della tragedia del terremoto del 6 aprile 2009. Una piazza che vive nel mio cuore; quando le porzioni di spazio simbolicamente significative vengono oltraggiate dagli eventi naturali, provocano nei cittadini disorientamento, sperdimento, perché viene a mancare “il proprio Nord, il proprio Sud, il proprio Est e Ovest”, come scrive Wystan Hugh Auden, nella bellissima “Funeral Blues”.

A Teramo, la sontuosa Piazza dei Martiri della Libertà abbraccia la storia ecclesiastica della città con il maestoso Palazzo Vescovile, la Cattedrale e il seminario.

Pescara, con la moderna Piazza Salotto, e Chieti, con Piazza San Giustino, rappresentano due realtà in movimento.

Per dirla con Italo Calvino: “La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere (…)”.

Calvino ci parla di “città e memoria” e noi italiani, camminando nelle nostre piazze, respiriamo la memoria, la odoriamo, la ascoltiamo, la tocchiamo con mano.

Oggi, tuttavia, le piazze hanno perso e ceduto le proprie funzioni alle piazze virtuali. Un processo che dobbiamo arrestare. Un vuoto che dobbiamo colmare. Perché il futuro dei nostri giovani non deve passare attraverso la tastiera di un pc o di un telefonino.

 “E’ il tempo che hai perso per la tua rosa che rende la tua rosa così importante” disse la Volpe al Piccolo Principe. Saint-Exupery riassume bene le considerazioni sulle piazze, che, dietro le analisi tecniche e le considerazioni architettoniche e urbanistiche, ci ricorda che il tempo trascorso in questi luoghi fa di loro i contenitori della nostra anima.

Luciano D’Alfonso (presidente della Giunta regionale d’Abruzzo)

Chieti_San giustino

L'Aquila_PiazzaDuomo

Pescara_Piazzasalotto

Teramo_Pazza-martiri-liberta

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