Graziosi (Assessore di Novara): “Siamo cresciuti con l’abbraccio delle piazze”

Valentina Graziosi
L’assessore Valentina Graziosi

Novara_piazza martiri con visione della cupola di san gaudenzio duomo e teatro cocciaNovara, Piazza Martiri

Novara_piazza delle erbeNovara, Piazza delle Erbe

Pubblichiamo lo splendido intervento della dottoressa Valentina Graziosi, assessore al Turismo del Comune di Novara, sul tema del nostro blog, le piazze. Buona lettura…

 

Belle, spaziose, assolate e affollate: sono le piazze italiane.

Angoli di magia, capolavori senza tempo, alcune anche firmate da grandi architetti che le hanno rese immortali.

Da sempre luoghi di aggregazione, festa, ritrovo, manifestazione o protesta sono state teatro e palcoscenico di tutta la storia d’Italia.

Le nostre piazze sono state testimoni silenti di un passato ricco di storie e cambiamenti.

Nei loro spazi abbiamo tenuto mercati, fiere, processi e rappresentazioni.

Nei loro abbracci siamo nati, cresciuti e invecchiati, rendendole partecipi delle nostre trasformazioni.

Questa è l’agorà, la piazza intesa come fulcro della vita e della cultura del mondo

classico. La vita della piazza è la vita della comunità che in essa si riconosce.

Nelle piazze sono nati i manifesti politici, i movimenti e gli slanci popolari. E poi si celebrano matrimoni, si fanno feste e si vivono tante gioie collettive che colorano ogni giorno le piazze dei comuni del Bel Paese.

La piazza è il cuore pulsante della città e diventa anche un’ idea, un concetto, un progetto da vivere e, per molti, un sogno.

Senza ombra di dubbio la piazza è il centro principale attorno a cui ruota tutta la vita sociale della città: qui si fa politica e commercio, sono il fulcro primario d’interessi economici, artistici e culturali. Nelle piazze si realizzano concerti che continuano fino all’alba e fanno perdere la voce a chi canta per tutta la notte.

In questi luoghi magici c’è sempre una luce particolare perché il colore filtra tra gli edifici e inonda il selciato. Le piazze sono spazi aperti dove corre sempre vento, l’aria accarezza le facciate dei palazzi che su di esse si affacciano; c’è fermento e l’aria è frizzante. In primavera poi, i tavolini dei caffè all’aperto le colorano di luce e di allegria dal mattino fino al tramonto. Le ragazze, a volte, come moderne cenerentole sacrificano i tacchi dei loro sandali a spillo tra gli spazi dei sampietrini centenari, mentre i giovani si colorano la faccia di sorrisi per il tifo della squadra del cuore.

Nelle piazze si sentono le risa dei ragazzi e i pianti dei bambini, si ascoltano lamentele, schiamazzi e accenti stranieri.

Nelle piazze si aspetta chi è in ritardo a un appuntamento e chi non arriverà più, nelle

piazze si mangia il gelato e si comprano i palloncini.

C’è sempre chi è fuori orario, chi si è vestito troppo o troppo poco, chi porta un pacco e chi cerca un taxi.

Nelle piazze si respira vita.

Questi luoghi sono molto di più che soli spazi fisici: sono anima e cuore del nostro vivere sociale e ci si potrebbe spingere oltre fino ad affermare che esiste una definizione di piazza ideale che si può riassumere in questo modo: un luogo urbano, prima immaginato e poi realizzato, il cui disegno urbanistico riflette criteri e principi astratti di razionalità, vivibilità, bellezza estetica fino ad abbracciare anche un’idea filosofica di benessere.

Il modo migliore per immaginare e realizzare la piazza ideale sarebbe quello di partire da un foglio bianco, una tela vuota su cui immaginare gli spazi che verranno.

Ovviamente non è possibile e direi anche fortunatamente non può essere così, altrimenti non avremmo tante delle bellezze architettoniche che chi ci ha preceduto ha voluto realizzare. Ad esempio, per noi Novaresi, la centralissima Piazza Martiri è sicuramente uno dei luoghi che contraddistingue la città: affacciandoci dalla torre del castello la piazza si vede in tutto il suo splendore e da qui la visone si allarga fino ad abbracciare la Cupola dell’Antonelli, simbolo della città il teatro Coccia e il Duomo.

Ma le piazze del centro storico come Piazza delle Erbe, Piazza del Duomo e piazza Puccini, sono i salotti dove i novaresi amano incontrarsi.

Tutti luoghi che, per un verso o per l’altro, hanno segnato un’epoca.

Cambiano i tempi, cambiano le esigenze e cambia lo sfruttamento degli spazi. Cambiano i centri d’interesse, le logiche di sviluppo e la crescita demografica. L’obiettivo però, dovrebbe sempre essere quello di immaginare, al di là della situazione corrente, modi nuovi di vivere insieme la città e ricreare un rinnovato senso della comunità.  Credo sia questo è il vero concetto di piazza ideale che dovrebbe restare immutato come un obiettivo ultimo a cui tendere.

 

(Valentina Graziosi, giornalista, assessore al Turismo del Comune di Novara)

 

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