Sicilia, storie raccontate nelle piazze

AutoreRAGUSALa storia di ogni centro abitato ha le più significative testimonianze fisiche e simboliche nelle piazze. Anche e soprattutto in Sicilia. Perché la piazza, tanto nei piccoli quanto nei grandi centri, costituisce il luogo pubblico per eccellenza. E’ ampio sagrato di una chiesa o di un palazzo comunale, ospita eventi e manifestazioni, è teatro di relazioni umane. Tante pellicole hanno immortalato le più belle piazze siciliane.

Ora un libro, scritto dal giornalista Giampiero Castellotti, con la prefazione del sociologo Giuseppe De Rita (Censis) rende omaggio alla piazza italiana attraverso una corposa indagine sociale, in trenta capitoli. Lavoro che conferma come le piazze siciliane siano state protagoniste nel cammino architettonico, sociale e politico della nostra civiltà.

Ad esempio, se il Centronord del nostro Paese, Toscana in primis, è ricordato per le numerose piazze medievali e rinascimentali, la Sicilia è assoluta protagonista del barocco: il libro si sofferma, tra l’altro, su Augusta, Catania, Grammichele, Noto e Ragusa.

Altro riferimento alle piazze siciliane sono i moti risorgimentali: è proprio una piazza, quella della Fieravecchia a Palermo (oggi piazza della Rivoluzione) a segnare la rivoluzione antiborbonica che scoppia il 12 gennaio 1848. Tra le cause, l’abolizione del Regno di Sicilia – in vita sin dal 1100 con gli Altavilla – da parte del congresso di Vienna del 1815. L’esperienza rivoluzionaria durerà sedici mesi, mancando di una guida forte e del coinvolgimento delle masse popolari.

Piazze ancora protagoniste in Sicilia, tra il 1891 e il 1894, per le lotte dei Fasci siciliani contro la proprietà terriera e le tasse e lo Stato. Un movimento che riunisce braccianti agricoli, pastori, operai, marinai e lavoratori delle miniere, i “zolfatai”. Represso nel sangue, con tredici morti e centinaia di feriti a Caltavuturo nel 1893.

Ancora sangue nelle piazze per le manifestazioni contro il governo Tambroni nel 1960. In piazza Stesicoro a Catania viene ucciso Salvatore Novembre, manovale di appena 21 anni.

Uno dei trenta capitoli dell’approfondita ricerca si chiude con la splendida poesia “Un seculu di storia” del poeta siciliano Ignazio Butitta: “Un seculu di guerri, un seculu di stragi: c’è ossa di siciliani vrudicati nte diserti, nta nivi, nto fangu di ciumi: c’è sangu di sulfarara, di zappatura, di matri scheletri e picciriddi sparati nte chiazzi da Sicilia…

(da RAGUSA OGGI del 12 aprile 2016 – www.ragusaoggi.it/66510/sicilia-storie-raccontate-nelle-piazze?doc_id=64538&)

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