Zaia: “La piazza portatrice di ideali che fanno parte del nostro dna”

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Pubblichiamo di seguito l’appassionato intervento che il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha gentilmente scritto per il nostro blog “Piazze in piazza” per onorare il valore storico, aggregativo e identitario della piazza di cui la sua regione è certamente territorio fecondo. A questo proposito, prossimamente recensiremo il libro fotografico “Piazze del Veneto” di Tranquillo Cortiana, con immagini straordinarie, opera che consigliamo ai nostri tanti lettori per apprezzare la bellezza del territorio veneto di cui Zaia è anche un grande divulgatore…

Conegliano_Piazza CimaPiazza Cima a Conegliano (Treviso)

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In un tempo cui la globalizzazione vorrebbe ridurre tutto a un unico comune denominatore, cancellando la positiva diversità insita nel nostro paese, i Veneti stanno ritrovando, per quanto possibile, le loro origini nell’attaccamento al territorio. Che non equivale a mero campanilismo, piuttosto al recuperare la propria identità e le proprie tradizioni così come salvaguardare la biodiversità, i prodotti enogastronomici e l’artigianato locale.

La piazza del paese rappresenta, quindi, una di queste pietre miliari, un punto focale per la comunità. Essa era ed è il luogo d’incontro per antonomasia. In Veneto si dice nel lessico dialettale “se vedemo in piassa”, che non è espressione puramente letterale ma sta a indicare il luogo di ritrovo, delle quattro chiacchere o, semplicemente, dell’andare a prendere un aperitivo.

La stessa architettura delle città, dall’antichità ad oggi, ha sempre cercato di riprodurre questo luogo di aggregazione, chiamandolo in modi differenti: agorà, la piazza principale nella polis greca; foro romano, l’area che costituiva il cuore pulsante della vita pubblica romana; la piazza medievale, luogo di commercio, solitamente antistante a una chiesa con la presenza di una fontana o un pozzo. La storia urbanistica ci parla, dunque, di questa evoluzione ma anche del ruolo che ha avuto nell’organizzazione degli spazi pubblici, che dovevano perseguire una funzione sociale e, a volte, religiosa.

Nel corso dei secoli si è, quindi, tramandato quest’assetto urbano e tutte le conseguenti implicazioni sociali: dall’essere luogo di scambio commerciale, di divertimento, ma anche luogo di protesta, ed espressione di libertà.

Il ruolo sociale della piazza è, inoltre, testimoniato dall’influenza che ha avuto nella letteratura, in cui la parola piazza è riconoscibile a tutti, perché evoca alla mente immagini che appartengono al nostro vissuto. Ne sono alcuni esempi poetici “Il sabato del villaggio” di Leopardi, “Nella piazza di S. Petronio” di Carducci, o ancora “Veneta piazzetta” di Sandro Penna. Così pure è il luogo deputato alla musica popolare e alle danze nelle sagre paesane. La rilevanza del concetto di piazza è leggibile, pertanto, nell’influenza che ha avuto e che ha nella vita quotidiana, sociale, economica e politica, sebbene l’avvento della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione on line. Altrettante piazze virtuali, alle quali mancano però la cultura e l’estetico nel contatto umano.

Spero e mi auguro che questo ruolo culturale non venga meno in futuro, perché la piazza è uno spazio che appartiene a tutti ed è portatore di valori e ideali che fanno parte del nostro dna.

(Luca Zaia. presidente della Regione del Veneto)

Vittorio Veneto_Piazza del PopoloLa splendida piazza del Popolo a Vittorio Veneto (Treviso), 25mila abitanti

LA SCHEDA BIOGRAFICA – Luca Zaia è nato il 27 marzo 1968 a Conegliano, comune di 35mila abitanti in provincia di Treviso.

Laureato in Scienze della produzione animale alla facoltà di Medicina veterinaria presso l’università di Udine, nel 1993 ha iniziato la carriera politica come consigliere comunale a Godega di Sant’Urbano (è originario della frazione Bibano) nelle liste della Lega Nord-Liga Veneta. Nel 1995 è entrato nel consiglio provinciale ricoprendo anche la carica di assessore all’Agricoltura.

Nel 1998, ad appena trent’anni, è stato eletto presidente della Provincia di Treviso, carica mantenuta fino al 2005, quando è diventato vicepresidente della Giunta regionale del Veneto (fino al 2008), con deleghe al turismo, all’agricoltura, allo sviluppo montano e all’identità veneta.

Dall’8 maggio 2008 fino al 16 aprile 2010 è stato ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nel governo Berlusconi IV.

Il 29 marzo 2010 ha vinto le elezioni per la presidenza della Regione Veneto ottenendo oltre il 60 per cento dei consensi, il più votato tra i candidati presidente in Italia. L’insediamento ufficiale a Palazzo Balbi si è tenuto il successivo 13 aprile.

In un’indagine di un istituto di ricerca relativa al secondo trimestre 2012, Zaia è risultato essere, tra i presidenti di Regione, quello con il gradimento maggiore, con un indice stimato oltre il 60 per cento.

Il 1º aprile 2015 è stato riconfermato presidente con oltre il 50 per cento dei voti al primo turno.

Tra le note personali, una vicenda risalente al 4 agosto 2006 quando ha salvato un cittadino albanese che, in seguito ad un incidente, era rimasto intrappolato nella sua macchina in fiamme. L’allora vicepresidente del Veneto rispose ad un giornalista: “Non chiamatemi eroe, ho fatto quello che dovrebbe fare ogni cittadino, sono rimasto disgustato di fronte a chi ha tirato dritto”.

Libri: “Con le scarpe sporche di terra: un anno di rinascimento agricolo”, 2009; “La mia multinazionale: dalla terra alla tavola: viaggio al centro della questione alimentare, 2009; “Adottare la terra: per non morire di fame” (Mondadori), 2010.

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Luca Zaia

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